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Psicologo, psicoterapeuta, psichiatra: a chi rivolgersi

Che cosa distingue psicologo, psicoterapeuta e psichiatra per formazione e strumenti, da chi si può cominciare e come verificare che un professionista sia abilitato.

Quando decidi di chiedere aiuto per un malessere psicologico, ti trovi spesso davanti a una domanda pratica prima ancora di cominciare, cioè da chi andare. Le parole psicologo, psicoterapeuta e psichiatra si somigliano, nel linguaggio di tutti i giorni si usano una per l'altra, e non c'è un momento della vita, a scuola o altrove, in cui qualcuno ce ne spieghi la differenza. Confonderle è normale e non dice nulla di te.

Io sono psicologo, e scrivo per chi cerca aiuto in Italia, dove queste professioni sono regolate dalla legge. Conoscere le differenze aiuta, anche se non tocca a te indovinare la porta giusta: chi incontri per primo, in uno studio privato come nel servizio pubblico, può aiutarti a capire se è la persona adatta e, se non lo è, a trovarla.

Per diventare psicologo si studia psicologia all'università fino alla laurea magistrale e si fa un tirocinio, cioè un periodo di pratica accanto a professionisti già formati. Poi ci si iscrive all'Albo, il registro pubblico di chi può esercitare la professione, tenuto dall'Ordine degli Psicologi.

La legge che regola la professione affida allo psicologo la prevenzione, la diagnosi, il sostegno e la riabilitazione in ambito psicologico. Nella pratica vuol dire che uno psicologo ti ascolta e, attraverso i colloqui e a volte dei test, può arrivare a una diagnosi psicologica, cioè a dare un nome e una spiegazione a ciò che ti fa stare male. Può poi proporti un sostegno psicologico, un ciclo di colloqui che ti accompagna in un periodo difficile, come un lutto o una separazione.

Penso a una persona che ha perso il lavoro da qualche mese e da allora si sente meno sicura di sé, senza capire bene perché la cosa la tocchi tanto. In una situazione così qualche colloquio può aiutarla a mettere ordine e a decidere come muoversi.

Uno psicologo non prescrive farmaci, perché non è un medico. Non esercita nemmeno la psicoterapia, che è un percorso di cura dei disturbi psicologici e richiede una specializzazione ulteriore. Io, per esempio, sono psicologo e non psicoterapeuta. Vuol dire che, se a una persona serve una psicoterapia o il parere di un medico, il mio compito è dirglielo.

Quando lo psicologo è anche psicoterapeuta

Molti pensano che lo psicoterapeuta sia una terza professione, a metà strada tra le altre due. È invece una specializzazione. Psicoterapeuta è uno psicologo, oppure un medico, che dopo la laurea ha frequentato una scuola di specializzazione di almeno quattro anni, come prevede la legge. Per questo esistono psicologi psicoterapeuti e medici psicoterapeuti, e solo i secondi possono prescrivere farmaci.

La psicoterapia è un percorso di cura dei disturbi psicologici, cioè di sofferenze che durano e che pesano sulla vita di tutti i giorni. È fatta di incontri regolari, con obiettivi e un modo di lavorare che si concordano all'inizio. Quanto può durare dipende dalla difficoltà e dal metodo, e puoi chiederlo fin dal primo colloquio. A differenza del sostegno, la psicoterapia è riservata a chi ha questa specializzazione.

Chi ha cominciato a evitare situazioni che prima affrontava senza pensarci, e vede la propria vita restringersi un po' alla volta, in una psicoterapia può trovare, per esempio, il modo di capire come si è arrivati lì e di riprendersi spazio.

Le scuole seguono orientamenti diversi, cioè modi diversi di intendere la sofferenza e di lavorarci. Avrai forse sentito nominare la terapia cognitivo-comportamentale o quella psicodinamica, e ce ne sono molte altre. Non ne esiste una migliore per tutti. Non devi scegliere l'orientamento prima di cominciare: puoi chiedere al terapeuta come lavora e decidere dopo averlo ascoltato.

Lo psichiatra è un medico

L'idea di andare da uno psichiatra spaventa più delle altre. C'è chi la vive come la prova che la situazione è grave, o come una sconfitta. È un timore diffuso, e credo venga in buona parte dal fatto che di psichiatria si parla poco e quasi solo a proposito dei casi estremi.

Lo psichiatra è un medico. Si è laureato in medicina e poi si è specializzato in psichiatria, la parte della medicina che si occupa della salute mentale e che cura gli stessi disturbi con gli strumenti del medico. Valuta la tua situazione e può prescrivere una terapia farmacologica, cioè una cura con farmaci, che poi segue nel tempo per regolarla. La sua specializzazione lo abilita anche alla psicoterapia, e alcuni psichiatri la praticano. Lo trovi in studio privato e nei servizi pubblici, dove lavora accanto a psicologi e ad altri professionisti.

Dallo psichiatra si va per motivi diversi, a volte su consiglio del medico di base o dello psicologo e a volte di propria iniziativa. La visita è prima di tutto un colloquio. Se lo psichiatra ti propone un farmaco, puoi chiedergli a che cosa serve. Per quanto tempo prenderlo lo decidete insieme, e la decisione si può rivedere. Un farmaco può ridurre la sofferenza, e molte persone lo affiancano a un percorso psicologico.

Da chi cominciare

Non esiste una regola che dica con certezza da chi andare, e diffido degli schemi che lo promettono. Se stai attraversando un periodo difficile e vuoi capire che cosa ti sta succedendo, uno psicologo è un buon punto di partenza. Quando una sofferenza dura da tempo e ti limita nel lavoro o nelle relazioni, ha senso cercare qualcuno che sia anche psicoterapeuta. Il medico di base, cioè il medico di famiglia, è la persona a cui parlarne quando il malessere si fa sentire anche nel corpo, e in generale quando non sai da dove partire. Uno psichiatra è adatto quando serve una valutazione medica di ciò che provi, o quando vuoi capire se un farmaco può aiutarti.

C'è un caso in cui non si aspetta un appuntamento. Se stai attraversando un momento di crisi o hai pensieri di farti del male, rivolgiti subito ai servizi di emergenza o al pronto soccorso più vicino.

In tutti gli altri casi non devi scegliere alla perfezione. Chi fa questo lavoro è tenuto a riconoscere i limiti della propria competenza e, quando serve altro, a proporti un collega o un altro professionista. Succede che uno psicoterapeuta chieda il parere di uno psichiatra, o che sia il medico di base a indicarti da chi andare.

A volte le figure lavorano insieme. Una persona può essere seguita da uno psicoterapeuta per i colloqui e da uno psichiatra per i farmaci, e la legge prevede che psicoterapeuta e medico curante, cioè il medico che ti segue, si scambino informazioni, sempre con il tuo consenso.

Nel servizio pubblico il riferimento è il Centro di Salute Mentale della tua zona, un servizio della ASL, l'azienda sanitaria locale, in cui lavorano insieme psichiatri, psicologi, infermieri e assistenti sociali. Il modo di accedere cambia da una zona all'altra, e il medico di base o il sito della tua ASL possono dirti come fare.

Come sapere a chi ti stai affidando

Controllare che un professionista sia abilitato richiede pochi minuti. L'iscrizione a un Albo dice che la persona ha i titoli richiesti dalla legge e risponde a un codice deontologico, cioè a regole di comportamento professionale su cui un Ordine vigila. Per gli psicologi c'è l'Albo nazionale del Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Psicologi, che riporta anche l'abilitazione alla psicoterapia. Per i medici, e quindi per gli psichiatri, c'è l'Albo unico della FNOMCeO, la federazione degli Ordini dei medici. Se hai un dubbio puoi anche chiedere al professionista il suo numero di iscrizione, che è un dato pubblico.

Al primo contatto puoi chiedere che formazione ha la persona, come lavora, quanto può durare il percorso e quanto costa ogni incontro. Conta anche come ti senti con chi hai davanti, e se dopo qualche incontro non ti trovi bene puoi dirlo, e puoi cambiare. Scegliere da chi farsi aiutare spetta a te.

Se non sai ancora da dove partire

Se hai ancora dei dubbi, comincia dalla persona che ti è più facile raggiungere, che sia il tuo medico di base o un professionista di cui qualcuno ti ha parlato bene. Sarà lei a dirti se serve altro.

Se stai attraversando un momento di crisi o hai pensieri di farti del male, non aspettare un appuntamento e rivolgiti subito ai servizi di emergenza o al pronto soccorso più vicino. Quando non c'è un'urgenza puoi contattare il tuo medico, il Centro di Salute Mentale della tua zona o uno psicologo.

Fonti

Come citare questo articolo

Paterno, S. (2026). Psicologo, psicoterapeuta, psichiatra: a chi rivolgersi. Zenodo. https://doi.org/10.5281/zenodo.23696096

DOI 10.5281/zenodo.23696096 · Licenza CC BY 4.0

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